Tessitura e Filatura

 

 

Atrezzi Tessitura 1A.jpg (55086 byte) Nei resoconti economici del paese, ricorrente è il riferimento alla produzione di panni e canapi.
Infatti fra le diverse forme di reddito quando il lavoro dei campi era fermo, era rilevante quella fornita dalla produzione di tessuti in lino e canapa e di pezzi di lana.In molte case c’erano i telai, strumenti che, mossi dalle mani veloci e agili delle donne, producevano lunghi scampoli di tessuto di canapa o lino o panni di lana che in vari passaggi finivano sui vari mercati valligiani o nelle città vicine. Canapa e lino venivanoAtrezzi Tessitura 2.jpg (66298 byte) coltivati con cura meticolosa sempre dalle donne che seguivano ogni fase della coltivazione, concimazione, raccolta, successiva macerazione in acqua , poi la sfibratura con pettini in ferro e coltelli, lavaggio e filatura al "filarol" e tessitura finale. Le giovani donne lavoravano per anni ai vari strumenti per produrre, oltre ai lotti commerciali, anche la "dote" che ben riposta nel baule di nozze le avrebbe accompagnate al matrimonio e nella casa della famiglia del marito.

 Atrezzi Tessitura 3.jpg (72260 byte) La stessa linea per la produzione dei tessuti vegetali era seguita anche per la lavorazione più semplice della lana. Dopo la tosa delle pecore fatta dagli uomini poco prima dell’inverno, la lana veniva cardata, filata, ridotta in matasse di uno o più fili, lavata e quindi tessuta al telaio o con i ferri per maglioni e calze per proteggere dai rigori dell’inverno. I colori per tingere i tessuti venivano comprati nei vicini mercati di Nozza e Tavernole o venivano usati malli di noce, tannini, sambuco o terre di ocra o di Siena.

Collaterale alle lavorazioni principali c’erano gli addetti al lavoro di cardaio (canapi ), materassaio, sarto, bottonaio, lavandaia, stiratrice e dopo un lungo uso e vari rattoppi tuttoMacchine Tessitura 4.jpg (60698 byte) finiva nelle onnipresenti mani dello straccivendolo perché nulla nell’economia rurale veniva buttato, ma si trasformava. Non bisogna dimenticare inoltre, in questa nostra epoca di centri commerciali e vendite via internet le "palere", indimenticabili donne in bicicletta, che con il caratteristico zaino di legno dagli innumerevoli cassettini, battevano ogni paese della valle vendendo tutti gli accessori di sartoria: aghi, pettini, spolette, bottoni, pizzi etc. Al loro arrivo tutte le donne correvano per gli acquisti e sovente pagavano con uova, polli, conigli e salami.

 

 

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